Tuesday, June 16, 2009

BLENDRUMS ("TAMBURI GIAPPONESI")

Spettacolo all’Istituto Giapponese di Cultura a Roma. Suoni particolarissimi del percussionista, direttore musicale e compositore Leonard Eto, presentatosi nel costume tradizionale d’occasione per la performance teatrale, in trio con il chitarrista Natsuki Kido e il ballerino di tip tap Suji.

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di Ettore Mosciàno







Leonard Eto, a gambe divaricate e a piedi nudi, in coloratissimo ed ornato costume tradizionale di rito, di fronte al tamburo maggiore che è come un sole illuminante, di circa 2 metri di diametro, posto su un’alzata al centro del palcoscenico, come altare del rito; il battitore musicista impugna i bastoni di percussione come se avesse due fiaccole olimpiche, con una solenne postura, in posizione di simmetria, a braccia levate, di spalle agli spettatori, e medita l’inizio dei ritmi musicali, e poi cadenze e leggeri tocchi, tremolii di suoni, colpi secchi di rimbombo a una e a due mani, ancora cadenzato ritmo in zone particolari della superficie del tamburo, timbri bassi e cupi, incroci e sovrapposizioni di suoni. E’ un percussionista attore di fronte alla Natura, alla evocazione dei suoi messaggi; da essa, dal sole-tamburo estrae con studiatissima maestria tutti i fenomeni del rito, le composizioni “Waterdroops” (“Gocce d’acqua”), brano ispirato al “Kiyoki Mizutuma no Shirabe” (“Melodia della goccia d’acqua pura”) di Kimio Eto, esecutore di koto (una specie di cetra giapponese) e padre di Leonard Eto; e poi “Welcame to club Leo”, “Ocean” e “Ocean blue”, “Lion x lion” con l’aggiunta della chitarra di Natsuki Kido, “King’s Memory” con il tip tap del ballerino Suji; ed ancora tante altre composizioni in assolo di tamburi, di tip tap, chitarra.

I tamburi “taiko” hanno una singolare particolarità culturale e rituale in Giappone. Essi sono associati all’emissione di suoni primordiali, al ritmo dell’universo, all’aspetto trascendente di ogni elemento terreno; scandiscono i riti di passaggio spirituale ma sono anche considerati sedi di una forza sacra; il loro rimbombo usato anche per incutere paura, sconvolgere forze nemiche di guerra. Essi sono l’eco sonoro dell’esistere, per cui il tamburo moltiplica la voce dell’uomo, le sue sensazioni, i suoi sentimenti, e conduce verso la realizzazione delle intenzioni, dei “viaggi” esistenziali e verso il soprannaturale.

“Colloquio” di ritmi e stati d’animo tra chitarra e tamburi, a cui si è aggiunto nella seconda parte del programma un fantasioso e fantastico tip tapper di hip hop: l’eclettico ballerino snodato Suji, con le sue continue figurazioni di gesti e corpo. Abbiamo visto una “macchina ritmica”! Battute di piedi talmente rapide e ravvicinate da sembrare impossibile venissero da gambe umane; scariche gioiose e giuocate con l’intenzione di seguire, istigare o controbattere, scherzando, i ritmi dei tamburi, le corde della chitarra.

Il ballerino Suji è stato allievo del gigante del tip tap Hideboh; ha alle spalle esperienze con grandi musicisti: è stato tra gli interpreti di “Zatoichi” e "Takeshis” del regista Kitano Takeshi. Nel 2007 ha firmato la coreografia delle scene di tip tap del film “SMILE – Resti della Notte Santa” (“SMILE – Seiya no Kiseki”) del regista Jinnai Takanori.

Il chitarrista Natsuki Kido ha già numerose esperienze: musicista eclettico alla ricerca sempre di suoni diversi che ha pubblicato 6 album col violinista Katsui Yoji. E’ stato tra i membri della Salle Gaveau, una band di tango contemporaneo fondata nel 2004; ha partecipato con successo al RIO Festival 2007 e al Music Festival di Singapore. Di lui abbiamo notato l’ingegnoso e sottile accorpamento di giuochi sonori coi tamburi e i ritmi del tip tap, le delicatezze armoniche e i passaggi anche con richiami alle musiche orientali, padronanza dello strumento, abilità nell’esecuzione, sottolineature di passaggi e invito di suoni per “chiamare” i tamburi.
I tre artisti in grande sintonia tecnica e musicale sono autori delle composizioni, in vario modo associati in ognuna di esse. Applausi ripetuti e bis finale.

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