Wednesday, July 02, 2008

GEORGE BENSON - "Absolute Benson", singer e chitarra acustica.

Una nuova stagione per Benson! Tour mondiale 2008.
(prossimamente all'Auditorium Parco della Musica di Roma, il 15 luglio 2008)





Dopo i decennali successi pop, magistrali performances e contributi storici alla musica mondiale, il virtuosismo della chitarra di Benson risuona del tutto nuova in questo CD, nell’incisione di nuovi pezzi. Produzione ancora del consueto, e suo vecchio amico, Tommy LiPuma per la “The Verve Music Group”. Trio particolare con Joe Sample, Christian Mc Bride e Steve Gadd.


di Ettore Mosciàno

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Un grande artista, chitarrista, cantante e compositore di jazz, di fama internazionale. Gorge Benson, nato il 22 maggio 1943 a Pittsburgh, in Pennsylvania, Stati Uniti, ha sempre avuto la nomea di esperto improvvisatore e intrattenitore vibrante. Con la sua amabile e profonda arte ha sempre voluto mantenersi presente ed attuale con intelligenti e seducenti ritmi e blues, tanto da meritarsi una impeccabile reputazione di una tra le stelle più impegnate e intraprendenti della musica. Voce potente, ben controllata, capace di improvvisi contrasti di toni chiari e scuri, giuochi di sonorità e gestualità, accentuazioni, tensione per ritmi tutti ballabili, ondeggiamento e dondolio sempre; in una parola, "swing".

Pochi avrebbero predetto, 40 anni fa, quando Benson era un chitarrista che suonava nei pubs della natia Pittsburgs, la sua ascesa impressionante da star.

“Sono, principalmente, un intrattenitore” – egli dice – “Come monello cantavo, ballavo e giocavo con l’ukulele in un nightclub. La mia carriera è progredita: ho avuto il piacere di suonare con i peggiori jazzisti sul pianeta, ma ciò non ha cambiato il mio desiderio di intrattenere la gente. Questo è ciò che realmente io sono”.
Fu Wes Montgomery, uno dei più creativi suonatori di jazz, a farlo emergere; l’uomo esperto si complimentò con il giovane chitarrista spronandolo a continuare nella sua già impressionante bravura.

Nel 1960, Benson studiò musica con l'organista JackMc Duff; si accorse, poi, che il suono dell’organo ed il suo swing gli avevano dato una fertile base di crescita musicale, spegnendo gli andamenti avventurosi e presuntuosi nel suonare la chitarra.
“Jack mi cambiò per un sacco di cose” – ha ricordato Benson – “Molti dei pezzi jazz che noi suonavamo erano ballabili e, questo, si aggiunse a quanto servì per farmi capire ciò che la gente voleva. Quando il jazz era ballabile, esso regnava. Tutta la roba intellettualistica che venne su più tardi – Charlie Parker e altri – cambiò e ci portò verso un suono più cerebrale. Questo è stato una bella cosa, ed io l’ho seguita; ma, in verità, mi piace di più quando la gente alza su i tacchi e “impazzisce””.







Montgomery è stato uno dei migliori suoi produttori, nel 1964, per la “The New Boss Guitar"; ed a lungo Benson è vissuto per questa produzione.
Le tonalità di Benson, allora, erano dense ed interessanti ed il suo blues d’assolo brillava per sicura ed attenta logica; vi prevalevano estetica swing ed una gaia misura.

In quel tempo leggendario, il talent scout John Hammond portò Benson alla Columbia; e il suo nome divenne di importanza industriale. Il suo lavoro per l’etichetta Hammond divenne un “target”: giudizi e luci della pubblicità andavano di pari passo.

“Mi accompagnai con un grande pianista di San Francisco, di nome Freddy Gambrel” – ricorda Benson – “Egli mi portò su alcune meravigliose strade per uscire ed entrare da cambi di accordi e combinare insieme armonie.
Mi sarebbe piaciuto essere come Charlie Christian, Django Reinhardt e Hank Garland: i miei eroi. Mi sono sempre piaciuti gli ardenti chitarristi”.

La musica di Benson è entrata in ogni tipo di arena.
Con l’etichetta CTI, nel 1970, Benson si è unito a molti grandissimi strumentisti jazz, come Stanley Turrentine, Ron Carter e Freddie Hubbard.
La sua visibilità e il suo prestigio sono andati crescendo sempre più. Albums classici, come “Beyond the Blue Horizon”, commercialmente stravendevano; ma Benson cominciava ad avere nuove idee in fatto di musica.







“Ho suonato con la chitarra, per anni, e non volevo ascoltarla più. Volevo usare la mia band in studio, in maniera comoda e confortevole, per tirare fuori qualcosa di buono. Ma fu come andare dal dentista per cavarsi i denti. In un primo momento provai a cantare con la chitarra in uno studio di registrazione. Tutti dicevano che non era un buon lavoro. Quando arrivò Tommy LiPuma tutto cambiò. Egli disse: - “Attento! Lascia andare i vocalizzi, guarda dove andiamo” – e sapete cosa è successo dopo. Ciò che accadde fu “Breezin”, la prima registrazione jazz che ottenne il disco di platino.
Nel 1976 incontrai la grande produzione. La prima fu con la Warner Bros. Dischi, registrazioni jazz per radio; venne fuori il soul aggiornato in “The Masquerade” di Leon Russell, che segnò la mia carriera.
E’ seguita una versione travolgente di “On Broadway”, e l’irresistibile “Give Me The Night”, che elettrizzava tutti facendoli ballare.
Benson divenne una super star.

Alcuni fans erano infastiditi da questo nuovo successo popolare. “Io suppongo che questo sia stato il più grande crimine che io abbia fatto ai vecchi amanti del jazz” – dice Benson – “Ad essi non piace vedere che tu sei gradito al grande pubblico. Ti vogliono sequestrare, ti vogliono solo per loro. Ma io ho creduto al coinvolgimento. Nessuno può essere uguale per 30 anni. Ho sempre creduto di lasciare che la mia esperienza si mostrasse. Tu impari, tu cambi; quindi, porta aperta, ed io l'attraverso”.







Negli anni ’80, George Benson, la Warner Bros e LiPuma raggiunsero un travolgente successo con diverse registrazioni. Insieme, consolidarono e cementarono una mondiale celebrità. Benson ha conquistato 8 Grammies con la sua musica.



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