Friday, August 18, 2006

MURAKAMI Haruki : "Norwegian Wood - Tokio blues" ("Noruwei no mori").

Edizioni Einaudi, Super ET, 2006, € 9.00 (Traduzione di Giorgio Amitrano).















“Memorie dell’amore e della morte in un grande affresco narrativo sulla gioventù giapponese”. – Recensione di Ettore Mosciàno.

Haruki Murakami pubblica la prima edizione del romanzo “Norwegian Wood” nel 1987 per le edizioni Feltrinelli. In questa nuova edizione italiana del 2006, per l’editore Einaudi, l’autore ci informa che ha cominciato a scrivere questo romanzo in un’isola greca nel 1986 e, successivamente, ha completato quasi tutto il romanzo a Roma, in un luogo alla periferia della città.

Il romanzo è una danza e un canto della memoria: un blues della vita per una generazione di ventenni nella Tokio degli studi universitari e dei collegi. La stesura del testo ha una grande forza evocativa nel ripercorrere una storia sentimentale.I protagonisti, Watanabe e Naoko, hanno affinità elettive ed un percorso esistenziale di rara dedizione nel reciproco scambio di affetti e passione.

Nato a Tokio nel 1949, Murakami è autore di molti romanzi, racconti e saggi. Ha tradotto in giapponese autori americani come Fitzgerald, Carter, Capote, Salinger. Dello stesso autore Einaudi ha pubblicato “Dance dance dance”, “La ragazza dello sputnik”, “Underground” e “Tutti i figli di Dio danzano”.

In “Norwegian Wood – Tokio blues” vi è un richiamo, nel titolo, ad una canzone dei Beatles, molto in voga negli anni ’60-‘70. La musica dei Beatles, dei Rolling Stones e del jazz si diffonde in Oriente come momento di rivoluzione culturale.

I ricordi di quel tempo lontano appaiono improvvisamente,al protagonista narrante Watanabe, durante l’atterraggio di un Boing nello scalo di Amburgo. Nello stesso aeroporto, venti anni prima lui era sceso con una bellissima ragazza, Naoko. Lo stato d'animo di allora viene ripercorso in tutte le sue luci e le sue ombre: Naoko è al suo fianco, fragile e graziosa giovane dalle delicate sensazioni, incapace di amare nuovamente, dopo il suicidio improvviso del suo primo fidanzato.
Watanabe è innamorato di lei, ma lei chiede solo protezione, un abbraccio dell’amico e una promessa di affetto. Il giovane vorrebbe “salvarla” con il suo amore, con una nuova vita spensierata, con il coinvolgimento in una passione capace di bruciare il passato.
Molti simboli vengono presentati nei loro significati metaforici: il bosco che fa da sfondo nella pista di atterraggio ed il pozzo, il buco nero nelle sue vicinanze, a cui bisogna fare attenzione per non cadere nella sua oscura profondità. E’ Naoko che avverte questo pericolo, e ne parla.
Il fermaglio a forma di farfalla che Naoko porta tra i capelli: ha la bellezza delicata di lei, ma è anche figura fissa impossibilitata a volare, liberarsi; tale è la prigione mentale della ragazza.

Watanabe studia teatro e legge ed analizza testi letterari; è amante della musica leggera e del jazz.

Naoko la si ritrova dopo qualche anno in una casa di cura isolata tra le montagne: un mondo ovattato immerso in una maestosa natura. Sua compagna di stanza è Reiko, una donna matura che ha precedentemente affrontato lo stato di una crisi psicologica e che ora, forte della esperienza di guarigione, aiuta Naoko a seguire la terapia e nel contempo orienta Watanabe a rientrare in relazione con lei.

Murakami dà forma e leggerezza all’oscurità di cui Naoko è prigioniera, alla solitudine e all’incanto, allo smarrimento ed alla solidarietà di Watanabe.
Molti colloqui e scambi di lettere tra i protagonisti. Le fragilità dei caratteri vengono presentate come in un canto melodico, struggente, di una bellezza vissuta e sfuggita. L’impianto narrativo è ben strutturato, avvincente. L’istinto e la ragione danno risposte imprevedibili alla vita dei soggetti. Murakami sonda e illumina i recessi con attenzione e compassione.
La ricerca espressiva molto curata, i concetti sempre ben esposti, grazie anche alla magnifica e brillante traduzione dal giapponese propostaci da Giorgio Amitrano, che cura anche l'introduzione al testo di Murakami.







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