Saturday, March 04, 2006

"IMPATTO ZERO" - "LIFE GATE"
Progetto italiano di ripristino ambientale per compensare le proprie emissioni di CO2. Un metodo elaborato dal Politecnico di Torino, dal Politecnico di Losanna e dall'Università di Padova, permette di calcolare i chili di anidride carbonica immessi nell'atmosfera, e quindi di ricompensare l'ambiente piantando la quantità di alberi a riassorbirli. E' il primo progetto che mette in pratica gli intenti del protocollo di Kyoto. Ideato da LifeGate.





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Tuesday, February 28, 2006

“NUTRIRE IL GIORNO” : 'Poesia nel quotidiano' - di Ettore Mosciàno.






La verità è sul sentiero della bellezza spirituale e nella ragione che, con la scelta morale, conduce a quel cammino.

La poesia è “l’altrove che arricchisce questo momento” e mantiene e continua una tradizione culturale e spirituale di quanti ci hanno preceduto nella storia della letteratura e delle arti.
Il poeta è colui che interpreta l’anima culturale della narrazione esistenziale e del suo intreccio, delle sue varie espressioni nel tempo; egli inventa l’uomo interiore e lo documenta: è la persona che sta nell’antropologia culturale e biologica, è l’autentica creatura della storia che tiene lo sguardo sulla realtà della vita. A questa vita, ed alla natura, il poeta ricambia il dono dell’esservi dentro, con la sua scrittura.
Nei sentimenti dell’uomo, e nella sua esigenza di bellezza, è il desiderio ragionevole di interpretare ciò che accade, interiorizzandolo, per dare valore alla nostra natura nella comunità e testimoniarla. Il poeta scrive per far capire, far sentire, vedere, percepire altro, al di là dei frettolosi spostamenti nella vita quotidiana.
Chi è il poeta? Un figlio del suo tempo: non un saggio, né un filosofo.
Nella natura dell’universo, solo l’uomo può esprimere il suo pensiero. La poesia è pensiero manifestato attraverso la scrittura, la lingua, l’epifania creativa della propria lingua. La natura accoglie gli uomini e li colloca, manifesta i suoi orrori e la sua bellezza, appare, diviene, manda messaggi: l’uomo interpreta e vede le trasformazioni del creato, estrapola il linguaggio di una natura muta che l’invita al pensiero, alla descrizione, alla poesia. E’ nel pensiero scritto che bisogna creare la poesia. L’oralità è acqua, fiume, mare, oceano, aria, fuoco, terra, informi. La forma della scrittura poetica è l’identità più alta del linguaggio e della letteratura ed appartiene all’uomo, al suo pensare, alla sua scrittura.
Cosa scrive l’uomo? Come scrive la sua poesia? Qual è la forma della poesia?
La poesia è nell’idea che nasce e nell’immagine che il pensiero delinea, attraverso un linguaggio appropriato, svelando ed ampliando, con la sua testimonianza, ciò che era assente e che, nato dal singolo uomo, può essere trasferito ad altri per evocare in essi nuove e continue percezioni, renderlo partecipe di un concetto di bellezza o di denuncia di pericolo a danno della bellezza.

La poesia è un “clima”dell’uomo, uno stato dell’essere. La natura ci offre il necessario per essere poeti e la storia ci ha raccontato e racconta i comportamenti dell’uomo. Il nostro tempo è percezione e geografia della mente, incanto e mistero, intreccio tra il piacere delle sensazioni e i timori esistenziali: rapporti intimi tra i fenomeni della natura, gli accadimenti e i laboratori segreti dell’intelligenza. E’ come voler entrare oltre la realtà apparente, oltre l’oggetto e la cosa in sé, e sviluppare un sentimento per esaltare una visione, una intuizione, o placare un’irrequietezza per esigenze più significative, espressioni moltiplicate dai sensi e non solo percorse da logiche correnti.
La realtà apparente esige continuamente più profondi significati, esami di interiorizzazione della “cosa” e del senso che “la cosa” ha nel contesto in cui esiste e in cui noi ora esistiamo, ma anche la proiezione che riusciamo a cogliere di significati di un insieme di tutte le “cose”, la loro concatenazione, le armonie e le disarmonie, oltre la nostra finitezza.
Una ricreazione della parola e del linguaggio ci muove, nella paura che ci si possa consumare nell’indifferenza. Un curioso lampeggiamento del primo verso e l’immaginazione e i dati dell’esperienza elaborano l’idea, le curiose capacità metaforiche, accompagnate dall’intuizione delle somiglianze. I giochi di parole, i ritmi ed i suoni nascono da impulsi e proiezioni, lente e meditate riflessioni.
Quella del poeta è un’attitudine e un’arte, una sensibilità nel percepire e nel vedere; ed è anche una scelta etica del linguaggio, della forma e del contenuto, del dare la comunicazione con modalità e suggerimenti per un’esistenza positiva, nonostante i fenomeni alienanti e le sventure nella società moderna.
L’attività poetica è un modo di ridare armonia alle umane sofferenze, alle distorsioni del linguaggio, alla sua manipolazione e mistificazione, alla prevaricazione-induzione alla passività. La poesia, quando è vera poesia, e non produzione spuria di parole assemblate, sublima il linguaggio e la comunicazione; i concetti assumono nuovo valore nella relazione con il privato che ne vuole essere coinvolto per scelta e sensibilità; dunque, la parola poetica richiede attenzione, concentrazione, riflessione: una proiezione ed una introspezione, un trovarsi nella scrittura, nel sentirsi uniti in un appagamento, in una ricerca di come si vuol essere vicino agli altri, con il polso, il sangue ed i muscoli.

La lingua poetica pone un margine alla brutalità e alla volgarità del quotidiano: una volontà purificatrice, la non accettazione del divenire nella consuetudine e nella superficialità; essa è la spinta all’approfondimento della conoscenza attraverso un risveglio dei sensi, nel non essere sempre e soltanto nell’ordinario, nella conoscenza casuale e svogliata.

Vi è distinzione utile, tra linguaggio comune e poesia, nel momento in cui la poesia determina una volontà nuova e diversa nel comunicare ad altri un proprio mondo, un proprio modo di vedere il significato e il percorso tracciato dagli uomini nella loro lunga storia; un valore antropologico di chi vuole immettersi dentro questo tracciato e coglierne le variazioni nelle espressioni del pensiero e delle arti che ci hanno caratterizzato per millenni, nelle tragiche lotte e nelle antinomie. Dobbiamo solo ritrovarci nella forza e nella consapevolezza di corpi e menti immersi anche in ordinaria e straordinaria bellezza, armonia, costruzioni, nature e sentimenti espressi con le migliori energie creatrici. Di tutto questo l’uomo ha visione e indagine, percezione umana inscindibile dal concreto e dall’oggettivo.

La poesia è una “frontiera mobile” che trattiene la sregolatezza sciolta del linguaggio ordinario, dei neologismi extraterritoriali, dei modi di dire, e nello stesso tempo amplia gli orizzonti dei suoi modi espressivi, li rinnova nelle visioni, accentua e mette a fuoco le nuove dottrine scientifiche e filosofiche perché l’uomo abbia materia di riflessione, di sostegno psicologico e spirituale tra le contraddizioni e la marea dei messaggi. Allora, la poesia si fa progetto umano di una “estetica” del dire, del comunicare, in cui si coniuga tutta l’attenzione per far emergere la forza vitale che l’uomo ha in sé, nella sua spiritualità, in un adattamento ai mutamenti dell’ambiente, ai nuovi spazi geografici, alle altre culture.

La forma della poesia si adegua parzialmente ai tempi delle espressioni linguistiche, le avviva e le tiene nella lingua meritevole di ufficialità e di rappresentanza nazionale, nella educazione pertinente. I contenuti possono avere i loro ricorsi storici, in fondo la vita dell’uomo presenta sempre le sue finalità nell’arco di un vissuto determinato dal tempo e da uno spazio, ma sono le sensazioni percepite in modo diverso, in questo tempo e questo spazio, che danno forma nuova ai contenuti della poesia.

La sensibilità poetica ha sempre nuove epifanie, è costante nel raccogliere sfide ed affermare il suo valore. La materialità ha anche il suo aspetto sottile che solo il poeta sa cogliere e descrivere con nuove immagini e proporzioni, nel demistificarla. E’ qui la pacifica lotta sociale e letteraria.
La visione poetica accresce la sostanza della materia, la fruttifica di un senso, ne esalta i “sapori”, allarga gli orizzonti spaziali, consuma il suo cero nella bellezza, solleva l’ansia di una spiritualità terrestre alle armonie riposte in ognuno di noi e le accresce, le leviga nei contenuti, nelle problematiche.
La velocità e il progresso tecnologico scientifico sono fattori responsabili di innovativi cambiamenti nella percezione dei messaggi e nella conoscenza; anche la poesia, come tutte le altre arti, si arricchisce di nuove potenzialità e terminologie, amplia il suo panorama d’ispezione e s’innova di domande, s’interroga sull’essere del nostro tempo, rispetto alla primordiale e complessa significanza di sistemi e di assoluti.
Dovere del poeta è cogliere gli effettivi valori di questi cambiamenti o denunciare il caos, richiamare l’attenzione ad un umanesimo più consono e collocabile nel quotidiano e nei valori della persona e del tempo presente, accompagnando l’uomo tra la morte e il linguaggio.


NUTRIRE IL GIORNO

Nutrire il giorno
dell’antico che non ha traguardo.

Dalla terra e dal cielo
penetrate parole nella nostra pelle.

Miracoli per tutti i sogni e gli incubi:
il passato, l’avventura dei sensi
le risposte alle domande
della macchia chiara sul muro
e del rimosso quadro.

Fragile e vaga, e oscillante
è la ragione, e incerta misura ogni giorno
di ciò che accade.

Il giorno al giorno messaggio
ogni stagione propizia alle ali
ogni occhio sulla radiosa bellezza.

Tutti i fiumi specchiano la luce.
Tutti i fiumi, di grado a loro modo.

Lo spazio aperto e il mutamento
con ogni singolo pensiero risanando.


Roma, novembre 2005





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Monday, January 30, 2006

HAIKU o HAIKAI poesie di Ettore Mosciàno.




(Italiano - english)

L'Haiku o Haikai è un breve componimento della lirica giapponese (soltanto tre versi di 5,7,5 sillabe). E' forma molto antica e senza tempo. L'haiku è nato come poesia comico-satirica ed è stato portato a perfezione dal poeta Matsuo Basho (sec. XVII), iniziatore della scuola dell'haiku lirico. Le ulteriori caratteristiche dell'haiku sono: l'istantaneità, la rapidità senza riflessione, l'intuizione e il giudizio immediato, la percezione diretta, le atmosfere sospese, le stagioni con le loro varie manifestazioni: le piante, i frutti, gli animali, gli elementi inorganici.
Il fascino dell'haiku sta nella sua profondità misteriosa, sospesa, mai completamente rivelata, ma nello stesso tempo indica ciò che è immanente, nella concretezza della vita quotidiana. La sua apparente semplicità potrebbe ingannare un lettore disattento.

HAIKU di Ettore Mosciàno (*copyright. Proprietà letteraria riservata).

1.

Ruota nell'aria
una foglia leggera:
ride, come te.

2.

Sotto il ponte
trapassa in un volo
rondine nera.

3.

A pioggia scesa
l'arcobaleno gioca
archi di ping-pong.

4.

Scossa leggera
sul ramo più alto.
S'alza e vola, frrr...

5.

D'accento grida
la rondine in volo:
è qui, sulla è.


6.

Fiori dipinti
infranti d'eleganza:
un vaso rotto.


7.

Pioggia d'estate.
che bagna il ciliegio.
Con quante gocce ?


8.

Cullata d'onda
la roccia levigata
i sogni pesca.

9.

Festa d'estate,
s'inonda di colori,
al suono di gong.

10.

Giunto dal bosco,
respiro di nebbia
bussa sul vetro.

11.

Il ramo apre
al vento, nel salice,
la verde chioma.

12.

La scura roccia
con neve caduta
trucca il viso.

13.

Luna riflessa.
Un sasso nell'acqua
la bacia nel "flop".

14.

Pesco fiorito
saluto sulla strada,
strizzando l'occhio.

15.

La melagrana
apre, tra verdi rami,
la bocca rossa.

16.

Legno che scoppia:
scintilla di lucciola
qui, nel camino.

17.

Il cigno rosa
allarga gli anelli
spingendo l'acqua.

18.

Raggi solari
tra il castagno rosso:
frecce di luce.

19.

Luna serale:
salta solo nel bosco
lo scoiattolo.

20.

Le onde alte,
in rulli rilucenti,
giù, in frantumi.


21.

Canta il gallo
dal chiaro spunta l'alba:
è chicchirichì.

22.

Disegni lievi
sulla coperta di neve
il merlo scrive.



23.

Rondine sola
trapassa in un volo
il ponte rosso.

24.

Pesce rosso va

qui, là, nella fontana

aprendo onde.

25.

Cerchi di fumo

poesie nell'aria:

brucia l'alloro.


(English)

The HAIKU or HAIKAI is a short poem of japanese lyric (only three lines of 5,7,5 syllables). It's ancient form of poetry, timeless. The haiku originated as a comic-satirical poetry and was brought to perfection by the poet Matsuo Basho (XVII), founder of the school haiku lyric. The additional features are haiku: the immediacy, speed without reflection, insight and opinion immediate direct perception, the suspended atmospheres, the seasons with their various manifestations: plants, fruits, animals, inorganic elements. The haiku charm lies in its mysterious depths, suspended, never fully revealed, but at the same time what is and is immanent in the reality of everyday life. Its simplicity may fool an inattentive reader.
(The english translation can not respect the original italian syllabation of 5,7.5, in the lines. It's clear.)

1) Rotates to air

with lightness a leaf:

is laughing, like you.


2) Under the bridge
pierces by a fly
black swallow.



3) After the rain

the rainbow is playing

arcs of ping-pong.


4) A light movement
over the higher branch.
Gets up and flies, frrr…


5) With accent screams
the swallow that is flaying:
it’s here on 's. ( ‘ = is the swallow)



6) The painted flowers
a death of elegance:
the broken vase.



7) By summer rain

is bathed the cherry’s tree.

With how many drops?




8) Cradled by wave,
is the polished rock
fishing the dreams.



9) Summer holiday,

is flooded of colours,

the sound of a gong.



10) Came from the wood

the breathing of the fog,

knocks to window.




11) The branch opens

to the wind, in the willow,

the green weeping hair.




12) The obscure rock

with the snow that is fallen

puts make-up its face.




13) A reflected Moon.

A pebble in the water

kisses her with “flop”.



14) To peach blossom

I say “hello!” by the street

winking at flowers.




15) Pomegranate
shows, among green branches,
grains of its red mouth.




16) Wood which is bursting:

hundred sparks of fire flays

here, in fireplace.




17) The pink swan swimming

is enlarging the rings

pushing the water.




18) The sunbeams go in
the leaves of red chestnut:
with arrows of light.




19) Moon in evening:

jumps alone into the wood

the happy squirrel.




20) High waves go up,
with silver shining in rolls,
and go down, break up.



21) Rooster is singing
by brightness comes the dawn:
is “chicchirichì”.


22) Slight drawings
upon the blanket of snow
the blackbird writes.


23) Swallow alone
is crossing the sky, flying up
the red bridge.



24) It's red fish darting

here, there, in the fountain,

which opens waves.



25) Circles of smoke
poems in the air:
burns the laurel.

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