Tuesday, October 13, 2009

“ROLAND-EXTRAVAGANZA” in “NIGHT OF THE KEYS” all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

La nota casa giapponese Roland, produttrice di strumenti musicali, ha presentato il mondo nuovo della musica digitale-computerizzata. Esecuzioni con gli strumenti nella gremita Sala ‘Sinopoli’ all’Auditorium Parco della Musica di Roma. L'Orchestrazione possibile con unico strumento integrato di timbri, contaminazioni di generi musicali, resa di accordi multipli ed amplificazioni. Maestri di fama internazionale si sono esibiti usando i nuovi strumenti computerizzati a tastiera: organo, pianoforte, fisarmonica, clavicembalo e sintetizzatore. Serata brillante,
piena di ritmi e fantasie musicali, molto apprezzata dal pubblico.
Auditorium Parco della Musica di Roma, 4 ottobre 2009, ore 21.
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di Ettore Mosciàno








Modelli dei nuovi strumenti in un raffinato design di linee e colori che riproducono le forme classiche degli strumenti tradizionali, ma all’interno non hanno casse di risonanza, corde metalliche, martelletti e ance. Le tastiere di questi nuovi strumenti digitali inviano comandi ad un cervello elettronico. Si ha così una perfetta riproduzione e definizione degli strumenti musicali classici, ma con l’arricchimento di una ampia gamma di registri, timbri, amplificazioni.

Non più timori ed ansie di prestazione per umidità di ambienti o di accordi, risonanze acustiche inadatte, manutenzioni particolari delle parti; il digitale ci dà la possibilità di una costante produzione timbrica, oltre alle numerose contaminazioni di generi musicali diversi, possibilità di passaggi rapidi, inclusioni ed esclusioni strumentali. Continua un’innovazione, quindi, come sempre è avvenuto nella storia degli strumenti musicali.

Il Gruppo ROLAND, fondato da Ikutaro Kakehashi nel 1972, è presente in oltre 60 paesi ed ha stabilimenti produttivi in tutto il mondo. Nuove architetture per la generazione del suono, strumenti musicali amati e apprezzati dai migliori musicisti del mondo. La Roland produce sintetizzatori, effetti per chitarra, batterie elettroniche, organi liturgici, pianoforti digitali, clavicembali e fisarmoniche, garantendo le migliori tecnologie e il massimo dell’innovazione.
In Italia, la Roland è presente dal 1986 e si trova ad Arese (MI).

Una nuova vita per la musica. Nuova vita di ascolto musicale per noi, con suoni di altissima qualità, diffusione tridimensionale di suoni, avvolgenti e reali. Suoni ricchi e pieni, con cui si può addirittura riprodurre quello dell’ambiente in cui si vuole che lo strumento sia collocato (con il sistema Roland RSS, ad esempio, si può avere un organo che riverbera in una grande cattedrale, in una chiesetta o in una sala da concerto; oppure, il sistema Roland C-330 che, utilizzando “gli speaker satelliti” applicabili alle pareti o al soffitto, ci consente di amplificare il suono con una gradazione a nostro piacimento).




(Hector Olivera e l'organo liturgico T-908)
















(L'organo Atelier AT-900)













Il Maestro argentino Hector OLIVERA, da molti considerato il più grande organista contemporaneo, ha dato dimostrazione delle diverse possibilità sonore dell’organo liturgico ROLAND-RODGERS T-908, eseguendo una serie di pezzi musicali classici, producendo suoni del tutto simili a quelli di reali organi a canne; ed ancora, con l’organo elettronico ROLAND-ATELIER AT-900 ha eseguito una serie di brani musicali ‘evergreen’, affinché tutti potessero seguire ed apprezzare la musicalità dei nuovi strumenti; ed ha eseguito anche musica contemporanea e musiche da film, in un crescendo di inserimenti di varie parti orchestrali e sottofondi musicali, con grande apprezzamento ed entusiasmo del pubblico che, meravigliato, lo ha a lungo applaudito. Grande impressione, suggestione ed ammirazione per il Maestro, inoltre, soprattutto per l’esercizio e la tecnica delle mani sui diversi piani delle tastiere e l’uso rapidissimo, molto articolato, dei piedi sui diversi pedali: tutto in ripresa diretta della telecamera che riproduceva immagini su un grande schermo.

(Enrico Pieranunzi ed il piano digitale RG-7)


















Il Maestro Enrico PIERANUNZI, pianista-compositore-arrangiatore, che unisce da tempo improvvisazione jazzistica e musica classica, premiato più volte come Miglior Musicista dell’anno nel Top della musica jazz, ha usato un ROLAND digitale a coda Grand Piano RG-7. Strumento di raffinata bellezza, di attento e rispettoso design della forma classica del piano a coda. Tre brani eseguiti con questo pianoforte dal Maestro Pieranunzi (“El canto de los dias”, “Improblue” e “Horizontes finales”) ci hanno dato la possibilità di notare e comprendere un sistema di amplificazione singolare e la versatilità del nuovo strumento digitale che ha dei “Moving keys” (chiavi di funzione che azionano fisicamente i tasti); inoltre, il pianoforte Roland RG-7 ha un lettore CD incorporato, 50 brani jazz e classici da usare come sottofondo; ha porta USB per la riproduzione e anche file audio. Molti applausi per la singolare performance del maestro, che rivela sempre un particolare tocco della tastiera, oltre ai “giuochi sapienti” dell’improvvisazione jazzistica.

(Sergio Scappini e la fisarmonica digitale FR-7x)

Il Maestro Sergio SCAPPINI, fisarmonicista del Teatro alla Scala di Milano, vincitore di numerosi premi in Italia e all’estero, ha suonato una “Fantasia di Gershwin” ed una “Fantasia partenopea” su una fisarmonica digitale ROLAND V-Accordion FR-7x. Design e forma classica dello strumento a tastiera, con suoni di ampia gamma musicale e registri per un meraviglioso giuoco di accordi, colori, variazioni tematiche. Si è avuta quasi la sensazione di una competizione della fisarmonica con le strabilianti variazioni timbriche e coloristiche degli organi suonati da Hector Olivera. Impressione consistente e vicina alla realtà, dovuta all’alta competenza musicale e alla padronanza tecnica dello strumento da parte del Maestro Scappini, che ha saputo e potuto permettersi di coinvolgerci completamente nelle variazioni di registri e virtuosismi, sonorità jazzistiche, armonie e melodie. Tanto per dire la complessa varietà e l’ampia gamma di suoni ottenibili dai due strumenti e la resa degli stessi con l’applicazione delle nuove tecnologie digitali.

(Ruggero Laganà e il clavicembalo digitale Roland C-30)














Il Maestro Ruggero LAGANA’, pianista, clavicembalista e compositore, vincitore di numerosissimi premi internazionali, docente di armonia, analisi e tastiere storiche al Conservatorio G. Verdi di Milano, ha suonato un clavicembalo digitale ROLAND C-30, eseguendo un’aria dalle “Variazioni Goldberg” di Bach, “Les barricades mysterieuses” di Couperin, la “Passacaglia in Sol minore” di Haendel e le “Sonate K-27 e K-380” di Scarlatti. Strumento innovato dall’alta tecnologia, il clavicembalo ROLAND ha la capacità di mescolare sonorità rinascimentali e barocche, ma con potenzialità moltiplicate, stabilità di accordatura, passaggi musicali facilitati. La musica d’epoca esce finalmente a nuova vita dalle mani esperte di uno dei maestri sperimentatori delle nuove tecnologie. Capacità e filosofia culturale di Ruggero LAGANA’.

(Howard Jones e il sintetizzatore digitale Roland V-Piano)






Il Maestro Howard JONES, musicista inglese, ai vertici delle classifiche europee e disco di platino, tra i più accreditati e riconosciuti artisti del pop mondiale, ha eseguito una varietà di pezzi da lui composti. Brani da “Ordinary Heroes”, su un sintetizzatore ROLAND V-Piano che può essere regolato e suonato come uno dei migliori pianoforti a coda, poiché lo strumento nuovo della Roland, migliorato rispetto ai modelli precedenti, ha un generatore sonoro che consente di modificare i suoni secondo i timbri dei migliori pianoforti esistenti al mondo. Grandi applausi, soprattutto dai fans del maestro, accorsi in gran numero all’Auditorium.

Come appare evidente da quanto finora riportato, la ROLAND si è avvalsa della collaborazione di grandi maestri della scena musicale accreditati a livello mondiale. Strumentazione per alta professionalità, senza timori nell’affrontare il mondo musicale del futuro.
Musica avvolgente e per tutti i gusti, quindi, all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Grande serata.
Impresa della ROLAND di grande valore nell’arte, nella tecnologia, nella diffusione della cultura, alla quale si deve plauso e riconoscenza.

(ROLAND Italy SpA è in Via delle Industrie, 8 – 20020 Arese (MI); e.mail: info.musica@roland.it – internet. www.roland.it ; Tel. 02.937.781- fax 02.935. 81.312).


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Tuesday, July 29, 2008

BUENOS AIRES TANGO - AUDITORIUM di Roma

(Prossimamente)
Dal 6 al 18 settembre 2008 - Roma, capitale mondiale del Tango.
Auditorium Parco della Musica

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Thursday, June 26, 2008

NARCISO YEPES, chitarrista spagnolo - Il maestro della chitarra a 10 corde

Il maestro Narciso Yepes nel CD "RECUERDOS", con cui la Deutsche Grammophone celebra l'80° anniversario della nascita del grande chitarrista spagnolo. Tre famosi concerti registrati e alcuni assoli. Anche un pezzo, in duetto con l'altra suonatrice belga di chitarra a 10 corde, Godelieve Monden, sua partner consueta. Dirige Luis-Antonio GARCIA NAVARRO con la "Philharmonia Orchestra - London Synphony Orchestra" e la "English Chamber Orchestra".

di Ettore Mosciàno
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Nel 1927, a 20 anni, come un vecchio chitarrista, diede un sensazionale concerto al Teatro di Madrid. Narciso YEPES (Lorca, Murcia,1927 – 1997), pupillo dei chitarristi Estanislao Marco e Salvador García e del pianista Vincente Asencio, suonò il famoso “Concerto di Aranjuez” di Joaquin Rodrigo per chitarra e orchestra, accompagnato dall’Orchestra Nazionale Spagnola, diretta da Ataulfo Argenta. Lo stesso Yepes ricordava qualche tempo dopo, non senza un certo stupore, che egli aveva “avuto timore fino alla sera prima”. Il concerto ebbe un grande successo ed aprì e pose le basi alla carriera di un eccezionale chitarrista che entrò nelle sale da concerto più prestigiose del mondo. I critici dicevano molto bene della sua chiarezza, della pulita tonalità e robusta interpretazione e di un fresco ricambio rispetto ad altri chitarristi dominanti, come Andrés Segovia, Luise Walzer, José Rey de la Torre, Regino Sáinz de la Maza e Julio M. Oyanguren, che avevano lavorato nella tradizione romantica.
Quando la stella di Segovia cominciava a spegnersi lentamente, nel 1950, Yepes era guardato come uno dei chitarristi guida del 20° secolo, avanzando Julian Bream (n. 1933) e John Williams (n.1941).
Ognuno di questi tre chitarristi ha spaziato per vie differenti, onde poter ampliare il proprio repertorio, introducendo variazioni e pezzi significativi di rilievo, ma Yepes andò ancora più lontano, alterando egli stesso la chitarra. Nel 1963 invitò José III Ramirez a costruire uno strumento a 10 corde, capace di produrre un equilibrio tra timbro e risonanza che non si poteva avere con la convenzionale chitarra a sei corde.
Tutte le registrazioni che Narciso Yepes ha fatto per la Deutsche Grammophone sono state fatte dopo il 1963 e con la chitarra a 10 corde.






Simili strumenti già esistevano nel 19° secolo.
Nel 1826, il liutaio René- François Lacôte concepì, con il chitarrista e compositore Ferdinando Carulli (Napoli 1778 – Parigi 1841), uno strumento con 4 toni diatonici di soli bassi che chiamò “Décacordo”, e per il quale Carulli scrisse un ”Metodo specifico completo”.
Questi artifici servirono ad aumentare la massa sonora dello strumento e ad arricchire ed assecondare il gusto romantico ed il suo ruolo espressivo.
Per Narciso Yepes vi furono molte ragioni perché egli ottenesse un nuovo strumento. In primo luogo, la tradizionale chitarra a 6 corde era sbilanciata in termini di sonorità. Le 12 note della gamma cromatica producevano piccole risonanze con le corde libere. Yepes arguì che si poteva avere un aumento di risonanza dall’aggiunta di corde basse e ciò avrebbe dato alla chitarra un più grande volume, comparabile a quello prodotto dal pedale di un piano.
Una chitarra a 10 corde ha anche la possibilità di eseguire musica scritta per asltri strumenti a pizzico; e ciò permetteva a Yepes di incidere la musica per liuto di Bach, per la Deutsche Grammophone, nel 1974. Questa fu la prima incisione di questi pezzi con la chitarra a 10 corde . Il chitarrista John Williams fece tale registrazione l’anno successivo con la chitarra a 6 corde.
Altrettanto importanti furono i duetti di liuto del compositore tedesco Georg Philipp Telemann (1681-1767) che Yepes incise con l’altra chitarrista belga, sua consueta partner, Godelieve Monden (n.1949) su due chitarre a 10 corde. Registrato nel 1981, una di queste “Partitas” di Telemann appare per la prima volta su CD, come anche la “Fantaisie villageoise op. 52” di Sor, registrata nel 1979.
La chitarra a 10 corde aveva ulteriori vantaggi che aumentavano la gamma del suo repertorio; infatti, le abituali modificazioni per chitarra a 6 corde esigevano arrangiamenti e tagli nei registri bassi, trasposizioni in ottave di linee particolari e le alterazioni del testo originale; tutto ciò, di conseguenza, ora non era più necessario, in quanto la chitarra a 10 corde poteva estendersi come un compasso. E l’espansione del repertorio riguardava non solo la musica per altri strumenti pizzicati ma anche quella scritta per altri strumenti pensando alla chitarra. Si pensi alle suonate per clavicembalo di Domenico Scarlatti e alla musica per piano di Isaac Albeniz e Enrique Granados. “ Se io preparo una trascrizione di musica ispirata alla chitarra non si tratta più di una trascrizione ma di un ritorno in qualche modo all’origine dell’ispirazione”, ha detto Yepes. Una chitarra a 10 corde è anche cosa interessante per i compositori contemporanei, in quanto offre loro una più grande gamma di sonorità.

Non meno innovativa fu per Yepes l’idea di realizzare, come nel caso del repertorio pianistico, dei dischi su un solo compositore. Vennero così i giorni in cui produsse di volta in volta degli album LP dedicati a Fernado Sor, Francisco Tàrrega, Domenico Scarlatti, Johann Sebastian Bach e Heitor Villa-Lobos; registrazioni che produssero le prime monografie di chitarra della storia del disco. E tutte le registrazioni hanno dato una impronta durevole a diverse generazioni di solisti. Nello stesso tempo, la Deutsche Grammophon ha continuato a produrre compilations che sono stati pensati per il mercato e che includevano “Notti nei giardini di Spagna”, proprio perché pezzi del repertorio spagnolo di Yepes.






Narciso Yepes si fece conoscere dal grande pubblico per un pezzo completamente semplice, di modesta melodia, per chitarra, scritto in uno stile ante-Tárrega, che aveva composto nella sua infanzia e che rimaneggiò nel 1952 per il film francese “Jeux interdits” del regista René Clement. Un film sull’amicizia di due ragazzi durante la seconda guerra mondiale. Una parabola sulla innocenza perduta e sulla crudeltà della guerra. Yepes stesso suonava il pezzo nel film premiato. Tale film fu rifatto in versione inglese col titolo “Forbidden games” ed è diventato uno dei film classici nella storia del cinema. Il film è conosciuto anche con i titoli di “Spanish romance” e “Burgalesa”. Tale pezzo musicale fa ormai parte del repertorio standard di ogni chitarrista, come il “Prelude n.1” di Heitor Villa-Lobos.
Narciso Yepes aveva notoriamente un orecchio raffinatissimo per le sonorità; una volta ammise con un certo fastidio: “Per anni ho suonato questo pezzo su richiesta, ma attualmente ho il diritto di rifiutarmi. Io non sono solamente il “Signor Jeux interdits!”.

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